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Recordet | 1960 – NASCITA DELLA NUOVA SCUOLA I.T.I.S. BENEDETTO CASTELLI

1960 – NASCITA DELLA NUOVA SCUOLA I.T.I.S. BENEDETTO CASTELLI

Avevo 14 anni compiuti il 17 gennaio 1959 quando mia madre m’iscrisse al corso di meccanica dell’Istituto Industriale Moretto di Brescia. Purtroppo dopo pochi mesi caddi in una grave depressione e dovetti abbandonare gli studi.

L’anno successivo (1960) ci riprovai e fui costretto ad iscrivermi al corso di metallurgia della nuova scuola Istituto Tecnico Industriale Statale Benedetto Castelli, dal ferreo vice Presidende del Consiglio d’Amministrazione ed onnipresente Francesco Boscarino, che gestiva di fatto la didattica della nuova scuola per il Preside Giovanni Bormioli e ne divenne Preside nel 1962.

Fu la mia fortuna!

L’Ing. Francesco Boscarino imponeva una ferrea disciplina e non esitava ad allontanare chi accumulava tre sole infrazioni in un anno alle rigide regole con cui governava la scuola. Fu dura, ma tutti imparammo la disciplina e il rispetto reciproco. Chiunque arrivò al diploma nei cinque anni previsti ebbe una fulgida carriera; molti divennero imprenditori, altri dirigenti e buona parte validi quadri di imprese bresciane e non solo.

Da settembre a dicembre 1960 frequentai l’I.T.I.S. Benedetto Castelli (così fu chiamata la nuova scuola in onore del grande scienziato e astronomo bresciano, l’Abate Benedetto Castelli, primo collaboratore di Galileo Galilei) ancora nella vecchia sede del monastero di Santa Chiara (figure 2 e 3), che ospitò la scuola Moretto dal 1851 e successivamente la scuola d’Avviamento Professionale Francesco Lana, perché la nuova sede, costruita in Via General Cantore, non era ancora agibile.

La vecchia sede mostrava tutta la sua vetusta età, con spazi limitati, nonostante le ripetute ristrutturazioni ed adattamenti per ottenere nuove aule e laboratori (figure 4 e 5). La mia classe fu ricavata da un vecchio ripostiglio a ridosso del muro di cinta alla sommità della scalinata che s’inerpicava sulle pendici del colle Cidneo (figura 6). Era riscaldata da una stufa di mattoni alimentata con legna, che talvolta fu volutamente manomessa per creare fumo ed evitare le lezioni. Anche così ci si divertiva, se si riusciva a farla franca.

In dicembre 1960 la mia classe, come tutte le altre, fu accompagnata da un’insegnate a visitare la nuova sede dell’I.T.I.S. e prendere possesso della nostra aula e del proprio posto, che avremmo occupato dal 10 gennaio 1961.

La nuova sede era uno splendido edificio (figura 7) sorto sul terreno donato dal Comm. Federico Palazzoli e costruito in buona parte con donazioni dei più noti e lungimiranti industriali bresciani (Federico Palazzoli, Emilio Franchi, Luigi Orlando e molti altri), della Camera di Commercio Industria e Artigianato di Brescia e dell’Unione degli Industriali Bresciani, che videro la grande opportunità che questa scuola offriva alle imprese, alla popolazione e allo sviluppo del territorio, cioè l’opportunità di formare giovani competenti e capaci di gestire e innovare i processi industriali, dopo un brevissimo addestramento di tirocinio, tanto da essere prenotati in vista del conseguimento del diploma già all’inizio del quarto anno.

La visita stimolò l’attesa febbrile di poter usufruire della nuova struttura ricca di aule luminose, laboratori ed officine di meccanica (figura 8), elettrotecnica, chimica (figura 9), elettronica, metallografia, prove non distruttive, modellisteria (ex falegnameria), fucina e fonderia, utilissimi per la formazione degli allievi nelle quattro discipline gestite dalla scuola: meccanica, elettrotecnica, elettronica e metallurgia.

Finalmente, il 10 gennaio 1961 ci trasferimmo nella nuova sede, che tuttavia fu ufficialmente inaugurata in pompa magna, domenica 30 settembre 1962, alla presenza dei rappresentanti delle più importanti istituzioni pubbliche nazionali (Presidente del Consiglio dei ministri, Amintore Fanfani – figura 10), provinciali (Prefetto di Brescia, Giuseppe Salerno, e Presidente dell’Amministrazione Provinciale, Ercolano Bazzoli) e comunali (Sindaco, Bruno Boni), dell’I.T.I.S. Benedetto Castelli, fra cui spiccava Francesco Boscarino, cui spettarono gli onori di casa, essendo scomparso da pochi mesi il Preside Giovanni Bormioli. Erano presenti anche moltissimi imprenditori, fra cui gli artefici del meraviglioso progetto e realizzazione della scuola, e molti cittadini bresciani, orgogliosi di vedere realizzata la più importante scuola del territorio, modernamente attrezzata e mirabilmente gestita, col supporto anche economico dell’imprenditoria bresciana illuminata e soprattutto della Fondazione Pro-Istruzione Tecnica e Professionale “Federico Palazzoli”, costituita dall’omonimo industriale in occasione delle sue nozze d’oro.

  CESARE CIBALDI
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