2016 – Christo ci ha fatto camminare come Cristo…

Impara l’arte e mettila da parte! Spesso me lo hanno detto, ma l’arte, o meglio la storia dell’arte l’ho imparata (e ancora la sto approfondendo), e così al posto di metterla in un cassetto, mi son resa conto che è molto meglio condividerla, per stimolare altre persone a conoscerla. Nel 2016 l’arte contemporanea ha preso piede, o meglio, metri di acqua nella nostra provincia con l’allestimento di The Floating Piers, dell’artista bulgaro Christo. Quando cominciarono i lavori di realizzazione della passerella fluttuante sentii diversi pareri, domande e dubbi sul senso di quella che, per molti, più che un’opera d’arte è ancora oggi un po’ un mistero. Mi chiesero di provare a scrivere qualcosa sulla passerella del lago d’Iseo, non per farne un catalogo (quello già c’era), ma per provare a spiegare la grandiosa creazione di Javacheff. Così prese forma A passo sospeso, un volumetto di 108 pagine edito da Temperino Rosso di Brescia, nel quale mi sono addentrata nella vita e nelle opere di Christo. Il libro è divulgativo e cerca di informazioni sul perché, quando e come è nato The Floating Piers ma, allo stesso tempo, ho voluto far conoscere come Christo ha iniziato a fare arte e come il suo modo di procedere si sia trasformato col passare degli anni. Lo so che per molte persone la passerella gialla non è stata granché comprensibile, però dal mio punto di vista essa incarna diversi significati.

In primo luogo la vedo come un omaggio di Christo a Jeanne Claude, la moglie scomparsa nel 2009, in quanto lei ci teneva in modo particolare a questo progetto nato nel lontano 1970 e realizzato ben 46 anni dopo. Il portarlo a compimento l’ho interpretato come un gesto d’amore di un uomo verso la donna che è sempre stata la compagna di lavoro e di vita.

In secondo luogo The Floating Piers è un’installazione artistica che ha permesso a chi l’ha visitata di compiere una camminata sulle acque come fece Cristo (in questo caso senza “h”) qualche migliaio di anni fa, con un coinvolgimento sensoriale completo. Christo, non lo si può negare, è intervenuto in maniera evidente sul paesaggio lacustre, lo ha cambiato e trasformato per dare consistenza reale ad un progetto nato dalla sua creatività, ma a differenza della Land Art (movimento al quale spesso viene erroneamente associato) che ha sempre compiuto interventi di radicale e perenne trasformazione del paesaggio (una su tutte è la Spiral Jetty di Smithson), l’artista bulgaro, per ogni sua impresa paesaggistica su larga scala, una volta terminato il periodo di allestimento, ha sempre riportato, e lo ha fatto anche con il lago d’Iseo, l’ambiente diventato arte al suo stato originario.

È anche vero, e non lo si può negare, che l’agire dell’artista, e di chi con lui ha lavorato alla realizzazione del progetto, ha stravolto – e non poco – i ritmi della vita degli isolani e di coloro che vivono nelle aree interessate dell’evento. Tale “cambio della abitudini” non è stato un qualcosa di esclusivo per Monte Isola e non è nemmeno stato il voler mettere in crisi le consuetudini del luogo. Questo sconvolgere un po’ i ritmi tradizionali del vivere è stato una costante per ogni grande allestimento fatto da Christo in passato (dal Pont Neuf a Parigi, al Reichstag a Berlino, alla Kunsthalle impacchettata o a Running Fence) che, con ogni sua creazione paesaggistica, ha sempre messo un po’ in subbuglio le genti del posto, le quali, dopo un senso di spiazzamento iniziale, hanno compreso l’agire artistico di Christo e hanno preso coscienza delle forme e della consistenza dell’ambiente dove vivono abitualmente.

The Floating Piers è stata un’opera d’arte che ha voluto entrare in empatia con il paesaggio, con le genti lacustri e i visitatori, per condividere in modo collettivo un sogno diventato realtà e, non a caso, chi ha camminato sulla passerella giallo-arancione è diventato parte integrante e componente di un’opera d’arte.

Viviana Filippini (Orzinuovi –Bs-, 1981) è giornalista pubblicista, collabora dal 2007 con il quotidiano «Giornale di Brescia» come corrispondente esterno. Laureata in Dams (Cinema e audiovisivi) presso la Facoltà di Lettere e Filosofia all’Università Cattolica di Brescia con tesi sul Bildungsroman (Romanzo di formazione), scrive di libri su blog letterari e culturali (Liberi di scrivere, Sul Romanzo, Il Recensore). Dal 2015 ha un blog dedicato all’arte (Art in Pills) sul portale Cultora.it. Tiene corsi di Scrittura creativa, di Riscoperta dei Classici della letteratura e di Storia del Cinema.

Pubblicazioni:

A passo sospeso. The Floating Piers Christo –Jeanne Claude, Temperino rosso edizioni (Brescia 2016);

Brescia segreta. Luoghi, storie e personaggi della città, Historica, 2015 Cesena premiato a Marzo 2016 con il Premio “Veronica Gambara” per le donne impegnate nell’ambito della valorizzazione e della promozione culturale a Brescia.  Museo degli strumenti musicali Presidenza del Consiglio di Brescia, Università Cattolica di Brescia, Fondazione  C.a.b. Rotary Club “V. Gambara”.

Furio e la Beata Paola Gambara Costa, illustrata da Barbara Mancini, progetto realizzato da Radio Basilica di Verolanuova e Parrocchia di Verolanuova, ebm edizioni, Manerbio 2015.

Ha curato le antologie di Racconti bresciani(Vol I, II e III) per Historica edizioni, 2015/16 Cesena.

  VIVIANA FILIPPINI
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