2014 – Papa Paolo VI è beato

Giovanni Battista Enrico Antonio Montini nasce a Concesio (Bs) il 26 Settembre 1897 e muore a Castel Gandolfo il 6 Agosto 1978.

I suoi genitori erano l’avvocato Giorgio Montini e Giuditta Alghisi ed ebbero tre figli: Ludovico, deputato e senatore della Repubblica, Giovanni Battista e Francesco, medico.

Conseguì la maturità classica presso il liceo “Arnaldo da Brescia” nel 1916 e poi entrò in Seminario.

Il 29 Maggio 1920 ricevette l’ordinazione sacerdotale nella cattedrale di Brescia dal Vescovo Giacinto Gaggia.

Si iscrisse poi a Roma alla Pontificia Università Gregoriana e a Lettere e Filosofia.

Nel 1937 fu nominato sostituto della Segreteria di Stato a fianco del Segretario di Stato Cardinale Eugenio Pacelli, che poco dopo divenne Papa con il nome di Pio XII.

Sono sue le parole pronunciate per scongiurare lo scoppio della guerra “Nulla è perduto con la pace! Tutto può esserlo con la guerra”.

Durante la guerra fu promotore di molte iniziative per ottenere la pace e si attivò per lo scambio di informazioni sui prigionieri di guerra e per l’assistenza agli ebrei.

Nel  Novembre 1954 fu nominato arcivescovo di Milano. Nel Dicembre 1958 fu nominato Cardinale da Giovanni XXIII.

Il Conclave e l’elezione a Pontefice

Nel Giugno 1963 in seguito alla morte di Giovanni XXIII, venne convocato il Conclave nella Cappella Sistina della Città del Vaticano.

Dopo 6 scrutini venne eletto papa il Cardinale Giovan Battista Montini, Arcivescovo di Milano, che assunse il nome di Paolo VI.

Per alcuni Cardinali, tra i quali Ottaviani, Pizzardo e Siri, il Conclave poteva essere l’ultima possibilità per frenare la strada innovatrice del Concilio Vaticano II.

Ma l’ala innovatrice decise di candidare Montini che, essendo un moderato, poteva mettere d’accordo tutti i Cardinali.

Dopo un duro scontro tra progressisti e conservatori, il 21 Giugno, dopo 3 giorni di Conclave, Montini venne eletto al sesto scrutinio con 57 voti, appena 3 più del necessario e assunse il nome di Paolo VI.

Pontificato

Il primo grande impegno di Giovanni Battista Montini, appena eletto Papa, fu il proseguimento del Concilio Vaticano II, iniziato dal suo predecessore Giovanni XIII, anche se alcuni nella Chiesa ne volevano la sospensione. Il Concilio Vaticano II costituì un momento nella storia della Chiesa contemporanea, con il suo carattere pastorale in modo da mettere la Chiesa in sintonia con la realtà umana e con la storia contemporanea.

Fu promotore di varie encicliche ed esortazioni apostoliche. Per esempio: “ECCLESIAM SUAM”, “POPULORUM PROGRESSIO”, “EVANGELII NUNTIANDI”, “HUMANAE VITAE”. Dialogò con la Chiesa Ortodossa e Anglicana. A Paolo VI si deve l’istituzione della “Giornata Mondiale della Pace” nel 1967, da ricordare il primo Gennaio di ogni anno.

Nel Marzo del 1965 Paolo VI, in presenza di altri prelati, lesse il contenuto di una busta sigillata che in seguito rinviò al Santo Uffizio senza pubblicarne il contenuto. Questa lettera conteneva il Terzo Segreto di Fatima.

Nel 1966 abolì l’indice dei libri proibiti.

Nel 1969 promosse l’uso della lingua locale nella celebrazione della Santa Messa, eliminando l’uso del latino, avendo come obiettivo la maggior comprensione della Chiesa Cattolica affinchè la lingua della Chiesa fosse il più possibile vicina al popolo.

Durante il sequestro Moro, il 16 Aprile 1978 Paolo VI implorò personalmente la liberazione “senza condizioni” dello statista e caro amico Aldo Moro, rapito dagli “uomini delle Brigate Rosse” alcune settimane prima.

Inaugurò l’era dei grandi viaggi apostolici in tutto il mondo. Durante uno di questi, nelle Filippine, il Papa fu vittima di un attentato da parte di un pittore boliviano che lo ferì al costato.

Il pericolo venne sventato grazie all’intervento del segretario personale, Pasquale Macchi.

Conclusioni

Paolo VI dopo l’esuberanza di Giovanni XXIII, ebbe un comportamento più composto, riflessivo, misurato e riservato ma sempre aperto al dialogo.

Incontrò numerose personalità politiche, religiose ed intellettuali.

E’ stato beatificato da Papa Francesco il 19 Ottobre 2014.

Nonostante i suoi impegni, rimase sempre legato alla sua famiglia, alla terra bresciana ed i bresciani ricambiarono e ricambiano tuttora il suo affetto.

La casa natale a Concesio è diventata Centro Studi dell’Istituto Paolo VI.

A Brescia è stato istituito il Centro Pastorale Paolo VI, sede di studi e congressi.

  ROBERTO LAZZARI
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