1988 – Il Centenario della Banca San Paolo di Brescia

Nel 1988 la Banca San Paolo di Brescia era una centenaria, ma non dimostrava affatto i suoi anni,  anzi era più arzilla che mai.

Erano altri tempi rispetto all’attuale situazione delle banche italiane  e così la San Paolo decideva di festeggiare l’occasione con una serie di iniziative speciali.

“Non capita tutti i giorni di festeggiare un simile compleanno” diceva il Presidente ingegner Adolfo Lombardi ricordando la figura dell’avvocato Giuseppe Tovini che fu tra i principali fondatori della San Paolo e del Banco Ambrosiano.

Erano passati 100 anni dall’inaugurazione della prima filiale e di strada la banca ne aveva fatta molta contando in quell’anno su oltre cento filiali e su quasi 2.000 dipendenti.

Erano gli anni ottanta. Anni in cui sugli schermi cinematografici appariva la figura di Gordon Gekko il  protagonista assoluto di una finanza che non assomigliava minimamente allo stile della San Paolo di Brescia.

Uno stile moderno, ma molto prudente che consentiva alla Banca San Paolo di partecipare al salvataggio del Banco Ambrosiano e successivamente di esprimere alla guida del Nuovo Banco Ambrosiano un uomo come Giovanni Bazoli che per oltre trent’anni ha guidato il gruppo divenuto negli anni Intesa San Paolo.

A tenere il volante della Banca in quel momento era il dottor Alberto Valdembri un giovane direttore proveniente da Torino che insediatosi un anno prima aveva subito impresso alla Banca un nuovo stile di gestione.

Lo sforzo principale del Direttore era indirizzato alla creazione di una squadra che aveva il compito di proiettare la banca in una nuova epoca.

Un’epoca in cui cominciavano a vedersi i primi telefoni portatili che avevano tutt’altre dimensioni rispetto agli attuali. Ricordo personalmente il rag. Edoardo Polo che andava alle riunioni con un telefono portatile che sembrava una valigetta ed era decisamente ingombrante.

La festa per i cento anni era il giusto riconoscimento per tutti gli operatori coinvolti  nel progresso della Banca dalla clientela, ai dipendenti e manager, agli azionisti della Kirieleison Bank il nomignolo con cui Brescia chiamava amichevolmente la sua banca.

Il programma fu definito nell’ambito del comitato del centenario cui partecipavano tutti i principali esponenti della Banca. Ricordo che il professor Bazoli  partecipava spesso agli incontri e se ritardava anche solo di pochi minuti si scusava moltissimo con tutti i partecipanti.

Il programma della manifestazione fu intenso e variegato:dal concerto di musica sinfonica al Teatro Grande diretto dal maestro Mazel, agli incontri con i grandi personaggi dell’epoca come il Governatore della Banca d’Italia Guido Carli ed il Professor Romano Prodi.

Un occhio di riguardo poi venne dedicato ai dipendenti con una festa collettiva nell’Abbazzia Olivetana di Rodengo Saiano in cui furono invitati tutti i collaboratori e in cui il Presidente ing. Adolfo Lombardi tenne uno splendido discorso di auguri.

Erano tempi diversi ed il clima che si respirava a Brescia era festoso e pieno di speranza per il futuro.

Un clima molto diverso da quello di oggi in cui le banche sono sulla graticola e devono dimostrare alla BCE di essere all’altezza dei parametri di capitale previsti.

Un esame che il gruppo UBI ha sempre superato brillantemente in quanto lo stile di direzione si è senz’altro modernizzato, ma è rimasto quello di sempre cioè orientato a rispettare il motto di allora della Banca San Paolo di Brescia “una tradizione per il futuro”.

  PAOLO COLLUCELLI
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