WordPress

Briefly unavailable for scheduled maintenance.
Check back in a some hours.
Briefly unavailable for scheduled maintenance

WordPress

Briefly unavailable for scheduled maintenance.
Check back in a some hours.
Recordet | 1979 – Santa Giulia

1979 – Santa Giulia

Il complesso di San Salvatore-Santa Giulia è iscritto nel Patrimonio Mondiale dell’UNESCO dal giugno del 2011 e fa parte del sito I longobardi in Italia. I luoghi del potere (568-774).

L’area dei Santa Giulia, già indagata parzialmente a partire dal ‘800 è stata oggetto dal 1980 al 1992 di scavi archeologici, che hanno portato alla luce le strutture delle Domus Romane rinvenute nel 1989  nel cortile.

Il complesso di San Salvatore-Santa Giulia  è una testimonianza architettonica che ingloba il monastero femminile, di regola benedettina, edificato da re Desiderio e da sua moglie Ansa nel 753. Nella cripta furono  collocate le spoglie della Santa  martire Giulia, ivi trasportate dall’isola Gorgona (dell’attuale Arcipelago toscano) dal re Desiderio e dal figlio Adelchi nel 761-762. Il monastero  disponeva di strutture per l’accoglienza dei pellegrini e per l’alloggio dei poveri, e rivestì un ruolo fondamentale sia come riferimento religioso (ben 416 badesse e monache  del monastero furono di famiglie regali e principesche) che dal punto di vista politico ed economico, ad esempio le terre incolte vennero bonificate. Il monastero fu posto sotto la protezione regia  e sotto la diretta giurisdizione della Sede Apostolica.   .

Nella sconsacrata chiesa di Santa Giulia, prima Convento di clausura e poi Caserma, fu  ospitato il ‘Museo dell’età Cristiana inaugurato nel 1882. Attorno e dentro il monastero di Santa Giulia, sono state raccolte le testimonianze della cultura, dell’arte e dell’architettura dei Longobardi, la cui vicenda si sviluppò tra la metà del VI e la fine dell’VIII secolo quando questo popolo, di origine germanica, giunse in Italia.

L’arrivo in Italia nel 568  e il contatto con la civiltà romana locale indussero i Longobardi ad una progressiva conversione al cristianesimo: la regina Teodolinda fu la promotrice di questa conversione. E’ ai Longobardi che oggi si attribuisce un ruolo propositivo nella transazione culturale tra la classicità e il medio evo. Essi continuarono e rinnovarono nell’arte, nella cultura  scritta e nel diritto l’antichità romana e post classica anticipando quella ‘rennovatio’ tradizionalmente attribuita esclusivamente all’età carolingia. Ricordiamo che nel 717 il Longobardo bresciano Petronace, incoraggiato dal papa Gregorio II, restaurò l’abbazia di Montecassino che era stata abbandonata del 580. Nel 774 la parabola discendente dei Longobardi si concluse con la vittoria di Carlo Magno sul bresciano Desiderio, duca d’Istria, ultimo re dei Longobardi, marito di Ansa e padre di Ermengarda ed Adelchi.

Il percorso museale attuale, che si estende in un’area espositiva di 14.000 mq, si snoda attraverso le Domus, la basilica longobarda di San Salvatore e la sua cripta testimonianza altomedievale, al cui interno si trovano alcune tombe, una delle quali potrebbe contenere le spoglie della regina Ansa. La struttura attuale, comprende, oltre a tre chiostri di diversa epoca, il Coro quattrocentesco delle Monache, la chiesa cinquecentesca di Santa Giulia e la chiesa romanica con l’oratorio di Santa Maria in Solario.

Nel complesso San salvatore-Santa Giulia vi sono esposti 11.000 oggetti, una ricca selezione di opere  che dalla preistoria attraverso l’età romana arriva fino al XVI secolo; è un luogo straordinario che presenta le tracce di una lunga storia che arriva fino  al Rinascimento.

Nel museo di Santa Giulia sono esposti corredi funerari, spade, punte di lancia, scudi, croci auree, accessori di abbigliamento e ceramiche, reperti celtici, elmi e falere, sculture e bronzi romani, testimonianze longobarde, affreschi e manufatti dal III al XVI secolo. Vi troviamo esposta anche la famosa Vittoria Alata.

Nell’oratorio di Santa Maria in Solario sono esposti oggetti devozionali superstiti del tesoro del monastero, legati al culto delle reliquie. In particolare la  cosiddetta croce di Desiderio.

La tradizione, ripresa da Alessandro Manzoni nel dramma dell’Adelchi, vuole che in Santa Giulia si consumasse la drammatica vicenda di Ermengarda, figlia di Desiderio, sorella di Adelchi  e sposa ripudiata dall’imperatore Carlo Magno.

  • Non turbarti, o diletta: oh! Non guardarmi

Accorata così. Di Dio, nol vedi?

Questa è pietà. Vuoi che mi lasci in terra

Pel dì che Brescia assaliran? Per quando

Un tal nemico appresserà? Che a questo

Ineffabile strazio Ei qui mi tenga?

  GIOVANNI CAVADI
No Comments

Post A Comment