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Recordet | 1965 – un anno mirabile

1965 – un anno mirabile

Il 1965 fu per molti aspetti un anno mirabile.

Siamo agli inizi di una ripresa economica sostenuta, specialmente nei settori metalmeccanico e tessile. Siamo al secondo posto in Lombardia e al decimo in Italia quanto a ricchezza annuale prodotta. In declino appare il settore agricolo con concomitante calo demografico nelle zone depresse; tuttavia la popolazione complessiva della provincia è in aumento, debole perché appare in costante calo la natalità.

Il “nostro “ papa Paolo VI celebra in marzo per la prima volta in italiano la Messa, sanando una delle cinque piaghe denunciate da Rosmini nell’ottocento, ossia il distacco tra il popolo e una liturgia divenuta in parte incomprensibile ai più.

In aprile a Bruxelles nasce la CEE, base per un mercato unico europeo e a Brescia in maggio Arturo Benedetti Michelangeli apre al Grande il festival dedicato a Mozart.

A fine mese la nostra squadra di calcio viene ricevuta in Vaticano da papa Paolo VI e il 3 giugno il Brescia viene promosso in serie A, dopo aver primeggiato in serie B.

Ma per la nostra squadra di calcio la giornata più bella sarebbe arrivata in autunno: allo stadio Rigamonti nella 14.ma giornata del campionato di serie A 1965-1966 il Brescia vinceva la Juventus 4a0.

Nel campo culturale finalmente anche a Brescia si realizzava un’impresa di carattere internazionale: sindaco Bruno Boni veniva il 2 maggio inaugurata in Duomo Vecchio la mostra di Girolamo Romanino con catalogo della mostra a cura di Gaetano Panazza, per molti anni apprezzato direttore dei Civici Musei, noto anche per le sue ricerche e studi in campo medievalistico, coadiuvato dai suoi collaboratori tra cui Bruno Passamani, futuro direttore anch’egli dei Civici Musei. Gaetano Panazza firmò anche la pregevole pubblicazione dedicata agli affreschi del Romanino, mentre Maria Luisa Ferrari, già autrice di una monografia dedicata al pittore realizzò un libretto introduttivo alla mostra.

I visitatori furono complessivamente settantamila e si ricorda con soddisfazione che i due primi furono due cittadini di Monaco di Baviera.

Nel suo discorso di inaugurazione  Bruno Boni affermò che per la città sarebbe stato l’inizio di un ciclo di grandi mostre dedicate ad alcuni dei nostri più famosi pittori, Moretto Savoldo Foppa e Pitocchetto. A dimostrazione della eccezionalità di quell’anno è che solo dopo non pochi anni quel progetto sarebbe stato realizzato (negli anni ‘80-’90, ma bisognava attendere il 2002 per vedere la mostra dedicata al Foppa).

Non va ignorato il convegno tenuto al Teatro Grande il 7 settembre sulla esposizione coordinato da Gian Alberto dell’Acqua con la presenza di Renato Guttuso Pier Paolo Pasolini Franco Russoli e Ernesto Balducci.

Nel 1965 venivano appaltati anche i lavori per la sede della Camera di Commercio.

Il progetto architettonico era di Bruno Fedrigolli con la collaborazione dell’ing. Francesco Berlucchi. Purtroppo si sacrificò l’antico convento di S:Domenico nonostante proteste e critiche rimaste inascoltate. L’inaugurazione dell’edificio, realizzato dall’impresa edile Paterlini si tenne nel 1968.

Bruno Fedrigolli va ricordato per la sua fama meritata di architetto e anche per la sua partecipazione generosa e combattiva alla vita della città. Presidente dell’Ordine degli Architetti per due bienni (1967-1969 e 1975-1977) donò alla città con questa opera non solo un moderno edificio (caratterizzato a piano terra da poderose colonne di forma complessa in cemento armato -a sezione orizzontale giocata sull’esagono- lavorate a gradina portanti  tramite sfere d’acciaio  una potente piastra nervata pure in cemento armato a sostegno del corpo compatto degli uffici caratterizzato da elementi prefabbricati finiti all’esterno in rame), ma forse più ancora una bellissima sala di riunione, la più bella che ancora possa vantare la nostra città.

  GRAZIANO PIOVANELLI
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